Quando investire in azioni controlla il p/e

Per conoscere quanto è cara la società dove si andranno a investire dei denari, rispetto alle società della concorrenza, ci viene in aiuto un indicatore di analisi fondamentale il P/E, sigla che indica price earnig, in italiano rapporto prezzo utili.

Più questo indicatore è alto meno conveniente diventa acquistare l’azione.
Facciamo um piccolo esempio durante la bolla della new economy, inizio anni 2000, non era raro trovare società quotate non solo sul Nasdaq con un p/e superiore a 100, oggi un valore assurdo visto che un valore tra 13 e 15 viene ritenuto normale.

In pratica il p/e ci dice quante volte gli utili quota l’azione.

Questo significa che in termini di utili l’investitore per avere indietro i soldi doveva attendere circa cento anni. Ma gli analisti riuscivano a giustificare questi valori con la capacità della società di fare utili futuri. Poi abbiamo visto che con lo scoppio della bolla questi valori si sono azzerati, e molte aziende che in quel periodo quotavano a prezzi assurdi sono fallite. Senza andare troppi indietro, alla speculazione sui bulbi dei tulipani, oppure al crollo del 29, la stessa situazione si è verificata con lo scoppio della bolla cinese a metà 2015.

Non guardate solo i p/e ma anche altri dati.

In questo articolo abbiamo semplificato al massimo ma per far capire che nella scelta di investimento contano anche i valori fondamentali.
Controllare il p/e della società con quelle delle società che operano nello stesso settore è utile.
Se ad esempio la media del p/e delle società dello stesso settore è di 15 significa che l’azione che ha un p/e di 40 è ancora cara.