Come investire in etf azionari

Acquistare un ETF è semplice come acquistare una azione, scegliere su quale ETF investire è più complicato.
Sono migliaia gli ETF quotati a Piazza Affari che investono in ogni settore e in tutti gli indice azionari del mondo.
Buon investimento per chi dispone di pochi capitali e vuole investire per il futuro acquistando quote mese per mese e allo stesso tempo diversificare per ridurre il rischio.
Gli ETF sono disponibili sia per l’azionario che l’obbligazionario, ma anche sulle materi prime.

Per investire in questo strumento devi avere un conto corrente con una banca che ti offra il servizio di trading online e un conto titoli associato al conto corrente, dove saranno custoditi gli ETF che andrai ad acquistare. Sulla Borsa Italaina esiste un segmento OICR che si chiama Mercato ETFplus dove vengono scambiati gli ETF. Vengono scambiati in Negoziazione Continua con orario di apertura 09.00 e chiusura 17.25. Dalla 17.25 alle 17.30 si svolge l’asta di chiusura.

La quantità minima che si può acquistare è uno, le commissioni sono identiche a quelle applicate all’acquisto delle azioni.
Esiste un book come per le azioni, e le obbligazioni, dove sono inseriti gli ordini di acquisto e di vendita. L’emittente cioè le società che emettono questo strumento devono garantire la liquidità proponendo continuamente denaro e lettera.

Quando scegli un ETF devi sceglierlo in base al tuo profilo di rischio, bilanciato, medio, aggressivo. non è facile capire su quali etf investire.
Una volta calcolato il rischio che sei disposto ad accettare il secondo passo è scegliere il settore o l’indice azionario su cui si vuole investire.
Grazie alla quantità di ETF quotati a Piazza Affari si può scegliere quello più liquido.
Altra cosa importante da sapere sulla tassazione degli ETF che merita un approfondimento, ed è un argomento che non va sottovalutato, meglio acquistare gli ETF armonizzati, significa che le tasse sulle plusvalenze, se hai il regime amministrato, saranno calcolate dalla banca.
Mentre gli Etf non armonizzati il calcolo della tassazione è più complicato, senza entrare nel dettaglio devi sapere che devi dichiarale nell’Unico.

Su quali Etf Investire.

Gli ETF consentono di investire i propri i risparmi su più settori e Aree Geografiche. Sono strumenti liquidi, perchè a differenza dai fondi comuni le quotazioni sono in tempo reale. E la liquidità è garantita dal mercato e dall’emittente dell’ETF che deve offrire continuamente denaro e lettera.
Su quali settori investire e su quali tipo di ETf investire dipende molto dalla propensione al rischio dell’investitore, dalla sua età e dal tipo di investimento che vuole fare. Ad esempio se vuole mettere dei soldi da parte per la pensione per avere della liquidità in futuro. Se ha un alto profilo di rischio dovrà preferire gli azionari, un basso profilo di rischio dovrà scegliere un etf che investe in obbligazioni.
Attenzione anche all’Area Geografica alla volatilità, sono meno volatili gli etf che investono sullo S&P500, di quelli che investono sui paesi emergenti.
Se l’investitore vuole correre pochi rischi allora l’ETF indicato è obbligazionario.
Attenzione agli ETF che investono in leva se si sbaglia il timing, cioè l’ingresso si rischia di perdere tutto il capitale. Come attenzione agli ETF short che investono contro il mercato, anche in questo caso la volatilità è molto alto e si sbaglia l’entrata la perdita del capitale investito è assicurata.

ETF Armonizzati quali sono.

Come riconoscere l’ETF armonizzato da quello non armonizzato.
Per motivi fiscali è importante capire se l’ETF scelto per investire i propri risparmi sia armonizzato o non armonizzato. Cosa significa? Senza entrare in termini troppo complicati possiamo semplificare in questo modo.

Se l’ETF è armonizzato l’investitore pagherà la tassa sul capital gain, qualora ottenesse un guadagno.
Ma sarà l’intermediario, se il risparmiatore ha il regime amministrato, ad applicare automaticamente la ritenuta a titolo di imposta che per gli ETF da luglio 2014 è del 26%. Prima di questa data l’aliquota era del 20%.
Praticamente come succede con il guadagno realizzato dalla vendita dei titoli azionari o delle obbligazioni. E’ l’intermediario che si occupa di addebitare sul conto corrente associato al conto titoli il pagamento del capitail gain. E in caso ci fossero delle minusvalenza a scalarle dalle future plusvalenze. L’investitore non dovrà fare nulla.
Se invece l’ETF è non armonizzato l’investitore dovrà dichiarare eventuali guadagna nel modello Unico.

Come riconoscere un ETF armonizzato.

Basta leggere il prospetto informativo dove è specificato che lo strumento è armonizzato o non armonizzato.
Comunque tutti gli ETF quotati sulla Borsa Italiana sono armonizzati.
Mentre gli ETF quotati sulle Borse Europee non tutti sono armonizzati.
Non lo sono quelli quotati a Wall Street e paesi Extra Ue.
Quindi fate attenzione su quale mercato investite. Ricordate anche che per gli ETF quotati su mercati non Ue l’intermediario applica una commissione più alta.