OPV Offerta Pubblica di Vendita

Opv sta per offerta pubblica di vendita è il mezzo con il quale una società vende tutte, o parte, delle sue azioni a investitori che possono essere soggetti privati e investitori istituzionali. Oppure solo investitori istituzionali, o ad un numero ristretto di soggetti.

Di solito quando si effettua questo tipo di operazione è per collocare titoli in Borsa, in questo caso si tratta di una IPO, initial public offering. L’Offerta Pubblica di vendita se riservata anche ha risparmiatori  deve rispettare gli obblighi previsti dal Testo Unico della Finanza, con la richiesta di autorizzazione della presentazione del prospetto informativo alla Consob, La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa. Le azioni messe in vendita hanno un prezzo prefissato in fase di collocamento, e non devono essere di nuova emissione.

Se invece riservata solo a investitori istituzionali, oppure a un numero limitato di soggetti non c’è l’obbligo di pubblicazione del prospetto informativo, e nemmeno gli obblighi previsti dal Testo Unico della Finanza.

L’Opv è stata utilizzata molte volte in passato per il collocamento di numerose aziende a partecipazione statale come Eni, Enel, Finmeccanica, Snam Rete Gas, Terna, Poste Italiane. Ma prima ancora Telecom Italia, Unicredit e altre ancora. Ma non mancano anche casi di aziende private che hanno fatto ricorso a questo strumento per vendere parte de loro capitale sociale come ad esempio Mediaset, Mediolanum. Indimenticabile l’anno 2000 quando debuttarono in borsa diverse aziende della new economi con rialzi stellari e poi molte di queste sono fallite dopo pochi anni. Indimenticabile il caso Tiscali operatore telefonico sardo che fece il debutto in borsa a un prezzo di collocamento di 46 euro e nel giro di pochi mesi arrivò a toccare la cifra di mille euro per azione capitalizzando più di Fiat.